Tra il bene e il male esiste un’intercapedine fatta di una materia vaga e sconfinata che a volte coincide con il sogno.

È la frase guida del progetto e tira in ballo una parola che difficilmente accosteremmo a una discarica: “sogno”. Eppure lo sforzo è proprio quello di leggere in maniera diversa un posto condannato dalla cronaca e di farlo utilizzando l’immaginazione. Cosa c’è di nuovo da raccontare su un cumulo di spazzatura come ce ne sono tanti nel mondo? Niente. E se novità c’è in questo progetto, nasce dalla voglia di mettere in gioco i propri sentimenti e ciò che di bello può generare il disagio della realtà e la voglia di trasformarlo in speranza.

Un progetto a più dimensioni

Monte inferno comprende

MULTIMEDIA

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Online a dicembre 2015

Di cosa si parla

Monte Inferno è a Borgo Montello, al centro dell’Italia.
 Erano gli anni ’70 quando iniziò l’accumulo di rifiuti che continua
ancora oggi con gravi danni all’ambiente e alle persone. 
Le falde acquifere sono inquinate, così come il fiume Astura
che costeggia il monte e arriva al mare. Il vento porta aria inquinata
nelle case di chi vive ai bordi della discarica e l’economia del luogo
 è stata danneggiata.
 Nel 1994 il pentito di camorra Carmine Schiavone dichiarò
che alla fine degli anni ’80 furono interrati nella zona rifiuti tossici
e nel 1995 venne ucciso Don Cesare Boschin, il parroco di Borgo Montello che aveva denunciato il traffico di quei rifiuti nella zona. 
L’inchiesta sulla sua morte fu archiviata poco dopo senza un colpevole.

Monte Inferno live

Monte Inferno è a Borgo Montello, al centro dell’Italia.
 Erano gli anni ’70 quando iniziò l’accumulo di rifiuti che continua
ancora oggi con gravi danni all’ambiente e alle persone. 
Le falde acquifere sono inquinate, così come il fiume Astura
che costeggia il monte e arriva al mare. Il vento porta aria inquinata
nelle case di chi vive ai bordi della discarica e l’economia del luogo
 è stata danneggiata.
 Nel 1994 il pentito di camorra Carmine Schiavone dichiarò
che alla fine degli anni ’80 furono interrati nella zona rifiuti tossici
e nel 1995 venne ucciso Don Cesare Boschin, il parroco di Borgo Montello che aveva denunciato il traffico di quei rifiuti nella zona. 
L’inchiesta sulla sua morte fu archiviata poco dopo senza un colpevole.