Le carte topografiche più recenti riportano i segni di scavi e riempimenti tra nomi di colli (Colle Falcone, Colle del Pero, Colle Fienile), affacciati sul fiume Astura. Il vecchio fiume che ha scavato ma anche in parte colmato con sabbie e limi vulcanici la valle, creando l’opportunità per campi fertili come la Valle dell’Oro.

Stralcio della carta topografica regionale degli anni ’90. Scala originale 1:10.000

Stralcio della carta topografica regionale degli anni ’90. Scala originale 1:10.000

Negli anni settanta, sulla scarpata prossima al fiume, a margine di un vigneto, nasce la discarica: una pratica allora ampiamente diffusa che vedeva nei dirupi, lungo le rive dei fiumi o all’interno di macchie boscate, i luoghi ideali dove abbandonare i rifiuti, spesso anche incendiandoli.

La discarica comunale lungo la riva sinistra del Fiume Astura. Foto aerea degli anni ’70

La discarica comunale lungo la riva sinistra del Fiume Astura. Foto aerea degli anni ’70

Tutto questo succedeva a circa 3 km a sud di Borgo Montello (un tempo Conca) e a ovest di Borgo Bainsizza. Oggi il luogo dei rifiuti si è molto allargato e queste distanze inevitabilmente ridotte.

Già ad un’osservazione rapida delle carte topografiche, ma anche guardando il paesaggio seguendo il profilo dell’orizzonte, è evidente una inversione di rilievo: la valle  è diventata un  monte con la sua sommità ancora più alta delle quote originali. Una sorta di negativo delle morfologie originali con volumi riempiti di rifiuti. Certo non il Monte Nuovo dell’area Flegrea, fatto di lapilli e ceneri eruttati in poche ore, ma un deposito formato dalle scorie (di tutti) cresciuto in decenni.

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